è più forte di me... trascende ogni mio controllo...
AvreisolovogliadifareQUALCOSAchemifacessesentireimportante
Conchiglia - 11/01/06
Mi sono nuovamente illusa di poter nascondere sotto il tappeto anni e anni di polvere accumulata nella mia stanza. E per quanto sia un tappeto quasi volante, la polvere non si dematerializzerà da sola, dovrò prendere e tirarla fuori in qualche modo. Quello che realmente vorrei, è che qualcosa nella mia vita mi bastasse. Fosse sufficiente in sé e facesse luce su tutto il resto. Quante volte ho pensato di esserci arrivata, di esserci riuscita, di essere cresciuta e ritornata al punto in cui, ripiegandomi su me stessa, se non altro sarei riuscita a trovare in me il mio punto di fuga. Ma si vede che quel momento è ancora lontano. Anch'io mi sento lontana in questo periodo, sconnessa, vibrante ma per quello che non conta. Per quello che conta mi sento di marmo. Oggi parlavo con Giovanni dello scudo spaziale: un'armatura che abbiamo tutti e due, che ci protegge dentro e fuori dal dolore ma ci impedisce anche di sentire.
Quello che mi manca è soprattutto il mare.
QUANDO
Vado in circolo
lungo il preimetro sconnesso
delle cose che furono
e non saranno più.
Siedo ed aspetto,
paziente,
il futuro radioso di cui mi avevate parlato.
Arriverà, lo so,
arriverà,
e se ne andrà dopo poco
ad illuminare un'altra stanza.
2005lunedì13giugno
COME
Adagiata dolcemente
sulverde smalto cremoso.
Bianca concretezza
dalle lunghe dita illuminate,
appena sopra il leggero sussurro dell'acqua.
E' così che vorrei essere:
solida,
trasparenza.
2005lunedì13giugno
DOVE
Stendo, sforzo, strappo.
Lo so, e so di averlo sempre saputo,
che è lì che voglio tornare,
è li che mi voglio rifugiare,
nascondere.
Vado, corro, volo,
ma dentro di me io so
di non essere mai riuscita a muovermi
neache di un millimetro.
2005lunedì13giugno
Triplicemente 6 dicembre.
La laurea, anzi, la mezza laurea... ormai non sanno davvero più cosa inventarsi per far stare buona la gente... Mi sembra che siano riusciti a svuotare le cose del loro significato. E poi, per carità, il discorsetto laureatorio potrebbero risparmiarselo...
Baciare un dottore! Non ero mai stata baciata da un dottore prima...
Venezia fa davvero tenerezza in questo periodo dell'anno, acqua sotto, sopra, acqua dappertutto. Sembrava come se gridasse aiuto, basta, perchè non la smettono di calpestarmi, sporcarmi, osservarmi, perchè non mi lasciano in silenzio affondare pian piano nell'acqua. E' veramente decadente, o forse sono io che mi sento decadente e traspongo i miei sentimenti all'esterno, mi rivedo riflessa nei canali, sui muri, sui vetri dei baretti.
Dov'è la vita?
Bello però, essere baciata da un dottore. Vorrei potermene restare a casa domani, a baciare tutto il giorno il mio dottore...
Scusa. Devo scusarmi.
scusami , non ho capito bene forse...
scusa, puoi ripetere??
Scusami.
Non mi ricordo chi sei.
e soprattutto... cosa vuoi da me?
Ho fatto da cosigliere, da amico, da compagno di bevute. Ho fatto la parte dell'amica, dell'amante, della brava mogliettina. Ho fatto il consulente finanziario, il tutor, il compagno di squadra. Ho guardato film pessimi, film che avevo già visto, film che non avevo nessuna intenzione di vedere. Ho ascoltato i peggiori dischi che siano mai stati pubblicati, ho frequentato i peggiori locali della zona, ho sostenuto a botta di falsi sorrisi conversazioni inutili con persone che non avevo mai avuto il desiderio di conoscere. Solo per te. Ho rinunciato a mille serate con gli amici, a mille viaggi, almeno ad una travolgente storia d'amore. Per te. E l'ho fatto con il sorriso, felice, credendoci.
Scusa? Come dici?
Forse sto sbagliando, sto travisando le tue parole...
Non ti conosco, non mi ricordo più di te.
Per me hai passato notti insonni, la cornetta del telefono è diventata una protesi della tua mano. Solo per vedermi sorridere, hai invocato un intero corpo di polizia. Hai letto libri insopportabilmente tediosi, hai sopportato mostre interminabili, hai frequentato persone che forse avresti preferito evitare. Se non fosse stato per me. Hai raccontato bugie, hai preso aerei notturni, malato, hai buttato valanghe di soldi solo per venire con me. Mi hai consolato, e hai colorato tanti momenti grigi con il tuo sorriso aperto e fiducioso. Hai messo da parte palloni, cavalli, armi e bagagli.
E adesso?
In una sola settimana
sei riuscito a farmi sentire come mai prima.
Ho fatto di tutto, e avrei continuato a farlo. Ma come potrò perdonarti queste notti di novembre?
Le luci di Natale brillano prematuramente, ma il loro riflesso è già stantio, laggiù, nel riverbero dell'acqua.
stasera fa già un freddo cane, c'è già la brina sulle macchine, e l'erba è tutta congelata.
Il freddo da noi è una cosa seria, che non può essere sottovalutata. Forse è a causa del freddo che sono sempre un po' contratta e chiusa in me stessa. Sto leggendo un romanzo che si intitola Con il corpo capisco di David Grossman. E' scritto anche troppo bene, denso, ricco, esplicitamente erotico a tratti. Ogni parola in realtà ne sottende e ne comprende milioni, una costellazione ramificata di significati che per lo più mi danno l'impressione di essere diretti alla parte più inconscia del mio essere. Il tema è il tradimento. Mi sono sempre chiesta che cosa significhi tradire, essere traditi, voler tradire, voler essere traditi, cercare e creare il tradimento prima nella nostra testa, materializzarlo, creandone le premesse. Leggendo questo libro, mi sto rendendo sempre più conto di quanto in realtà sia il nostro corpo a decidere, ad emettere sentenze inderogabili. Più che la nostra mente, che comunque ne è in un certo modo schiava, è il nostro corpo, la nostra carne ed il nostro sangue, che decidono per noi. E per quanto facciamo, è sciocco e doloroso contrapporvisi.
E' il libro ideale con queste temperature, scalda, riattiva la circolazione del sangue e delle idee.
Le immagini dall'Ukraina mi hanno fatto davvero una grandissima impressione.
Domani leggerò, cercherò, approfondirò. Intanto mi tengo la mia magnifica e dirmompente impressione muta e senza parole...
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